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Colli Euganei

Poco a sud di Padova, i Colli Euganei si alzano dalla pianura veneta come un arcipelago di coni vulcanici verdi, punteggiati di vi...

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Poco a sud di Padova, i Colli Euganei si alzano dalla pianura veneta come un arcipelago di coni vulcanici verdi, punteggiati di vigneti, castagni e borghi in pietra trachitica. Nati da un'intensa attività vulcanica sottomarina milioni di anni fa, questi rilievi custodiscono oggi il più antico parco regionale del Veneto, istituito nel 1989, e uno dei paesaggi più sorprendenti della pianura padana. Ai loro piedi, Abano Terme e Montegrotto Terme formano il più grande bacino termale d'Europa, meta di cura e benessere fin dall'epoca romana. Sui versanti si arrampicano borghi che raccontano storie diverse: Arquà, dove Francesco Petrarca scelse di vivere i suoi ultimi anni; Este, capitale dei Veneti antichi; Monselice, con la sua rocca e il cammino delle Sette Chiese. Tra i boschi si nascondono tesori come l'Abbazia di Praglia e il giardino barocco di Valsanzibio, mentre le vigne producono il raro Fior d'Arancio DOCG. Una destinazione che unisce natura, storia, spiritualità ed enogastronomia a un'ora da Venezia, ideale per escursioni, relax termale e scoperte culturali in ogni stagione.

Aggiornato il 11 luglio 2026 · Fonti: Conoscenza redazionale interna Trovido — nessuna fonte esterna consultata

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Colli Euganei, la sua storia

Colli vulcanici nel cuore del Veneto

I Colli Euganei si ergono improvvisi dalla pianura padovana, un gruppo di oltre ottanta rilievi di origine vulcanica formatisi tra 40 e 10 milioni di anni fa, quando eruzioni sottomarine e successive risalite di magma trachitico e basaltico crearono coni, duomi di lava e colate che oggi disegnano un paesaggio unico nel Veneto. Il punto più alto, il Monte Venda, supera i 600 metri e domina un territorio protetto dal 1989 dal Parco Regionale dei Colli Euganei, il primo istituito in regione. Boschi di castagno e leccio, vigneti terrazzati, cave storiche di trachite e piccoli laghi craterici si alternano lungo i versanti, mentre borghi in pietra locale punteggiano le valli. La geologia vulcanica ha lasciato in eredità anche le acque termali che sgorgano ai piedi dei colli, alimentando da millenni la vocazione curativa di questo angolo di pianura padana.

Abano e Montegrotto, il più grande bacino termale d'Europa

Ai piedi dei colli, Abano Terme e Montegrotto Terme formano insieme il più grande bacino termale d'Europa, alimentato da un acquifero che porta in profondità l'acqua meteorica caduta sulle Prealpi, riscaldata naturalmente e arricchita di sali minerali durante un lungo percorso sotterraneo che dura decenni. Le proprietà terapeutiche erano già note in epoca romana, quando Aquae Patavinae richiamava pellegrini e malati da tutto l'impero; resti archeologici a Montegrotto, tra cui un grande complesso termale romano, testimoniano quella storia antica. Oggi decine di hotel termali offrono cure con fanghi maturati per mesi in vasche apposite, piscine termali coperte e scoperte, percorsi di riabilitazione motoria e trattamenti benessere, rendendo l'area una meta scelta sia per la salute sia per il puro relax, in un contesto verde a due passi dai colli e da Padova.

Arquà Petrarca e il poeta

Arquà, che dal 1868 porta ufficialmente il nome del suo abitante più illustre, è uno dei borghi più belli d'Italia: un dedalo di vicoli in pietra, logge medievali e case in trachite arroccato su uno sperone dei Colli Euganei. Francesco Petrarca vi trascorse gli ultimi anni della sua vita, dal 1370 al 1374, nella casa che oggi si visita con lo studio, il presunto scheletro imbalsamato del gatto e gli affreschi ispirati al Canzoniere; il poeta è sepolto in un'arca di marmo rosso in piazza, davanti alla chiesa di Santa Maria. Il borgo è famoso anche per le giuggiole, piccoli frutti dolci coltivati fin dal Medioevo, celebrati ogni ottobre con la tradizionale Festa della Giuggiola e il brodo di giuggiole, liquore locale dalle radici antiche.

Este e i paleoveneti

Este, ai piedi occidentali dei colli, fu una delle città più importanti dei Veneti antichi e conserva questa memoria nel Museo Nazionale Atestino, tra i più ricchi musei archeologici del Nord Italia: vi si ammirano corredi funerari, bronzetti votivi e la celebre Situla Benvenuti, capolavoro dell'arte paleoveneta del VII secolo a.C. decorato con scene di vita quotidiana. La città medievale si sviluppa attorno al Castello Carrarese, le cui mura merlate racchiudono oggi giardini pubblici, mentre il centro storico conserva palazzi rinascimentali e un'antica tradizione ceramica, ancora viva in botteghe artigiane che producono maioliche dipinte a mano. Este è anche porta d'accesso al versante meridionale del Parco Euganeo, tra vigneti e colline dolci verso Baone e Cinto Euganeo.

Monselice e le Sette Chiese

Monselice si distende ai piedi di una rocca fortificata che sale a gradoni fino al Mastio federiciano, passando per Castello Cini con le sue sale affrescate e la loggia veneziana voluta da Marcantonio Loredan. Dalla città si snoda la suggestiva Via del Santuario delle Sette Chiese, un percorso devozionale cinquecentesco voluto dal vescovo Marco Cornaro sul modello delle basiliche romane, che sale tra cipressi e cappelle fino al Santuario Giubilare di Monselice, meta ancora oggi di pellegrinaggi e passeggiate panoramiche. Poco fuori dal centro sorge Villa Ca' Marcello, elegante dimora nobiliare circondata da un parco secolare, mentre il centro storico, con la sua piazza porticata e il duomo, offre una delle viste più belle sui Colli Euganei meridionali.

L'Abbazia di Praglia

Nascosta ai piedi del Monte Lonzina, l'Abbazia di Praglia è un monastero benedettino fondato prima dell'anno Mille e ricostruito tra Quattro e Cinquecento in forme rinascimentali, con quattro chiostri di rara armonia, un refettorio affrescato dal Zelotti e una biblioteca monumentale. I monaci che ancora oggi vi risiedono gestiscono un rinomato laboratorio di restauro librario, tra i più qualificati in Italia, e coltivano un orto botanico con erbe officinali secondo la tradizione benedettina. L'abbazia si visita con visite guidate nei fine settimana, un'occasione rara per scoprire un luogo di silenzio e spiritualità immerso nel verde dei colli, dove il tempo sembra scorrere secondo il ritmo antico della vita monastica, scandito da preghiera, studio e lavoro manuale.

Il Giardino di Valsanzibio

Il Giardino di Valsanzibio, voluto dalla famiglia Barbarigo nel Seicento accanto alla propria villa, è considerato uno dei giardini storici più importanti e meglio conservati d'Europa, insignito nel 2003 del primo premio come giardino più bello d'Italia. Il percorso, concepito come un cammino simbolico verso la conoscenza, attraversa un labirinto di bosso secolare, la Peschiera degli Uccelli, la Fontana della Pila del Diavolo e statue allegoriche disposte lungo assi prospettici che giocano con l'acqua e la luce tra fontane, laghetti e boschetti secolari. Circondato dai boschi dei Colli Euganei, il giardino barocco è oggi meta di visitatori da tutto il mondo, apprezzato per l'armonia tra architettura vegetale, scultura e ingegneria idraulica rinascimentale, e regala scorci fotografici in ogni stagione.

I vini dei Colli Euganei: dal Fior d'Arancio al Rosso

Il suolo vulcanico dei Colli Euganei, ricco di minerali e ben drenato, regala ai vini locali una spiccata mineralità che ha reso l'area una delle zone vitivinicole più interessanti del Veneto, tutelata dalla denominazione Colli Euganei DOC, che comprende rossi da Merlot e Cabernet, bianchi da Garganega e Tocai, e spumanti. Il fiore all'occhiello è il Fior d'Arancio DOCG, unico moscato secco, dolce o spumante d'Italia a portare questa denominazione, ottenuto da uve Moscato Giallo coltivate sui pendii più assolati e capace di sprigionare intensi profumi di agrumi e fiori d'arancio. Decine di cantine familiari, spesso a conduzione diretta, aprono le porte per degustazioni tra vigneti terrazzati e panorami sui coni vulcanici, offrendo un'esperienza enologica autentica lontana dai grandi circuiti turistici.

Trekking e natura tra i colli

Il Parco Regionale dei Colli Euganei offre una rete di oltre 500 chilometri di sentieri segnalati, adatti a ogni livello, che collegano borghi, ville, cave dismesse e punti panoramici: l'Alta Via dei Colli Euganei, in più tappe, attraversa l'intero massiccio, mentre percorsi più brevi salgono al Monte Venda, alla Rocca Pendice, celebre meta di arrampicata, o al Monte della Madonna. La varietà microclimatica, dovuta all'esposizione dei versanti e alla natura vulcanica del suolo, favorisce una biodiversità sorprendente, con oltre 1.500 specie vegetali censite, orchidee spontanee, boschi di roverella e leccete relitte di origine mediterranea, oltre a una fauna che include tassi, scoiattoli e numerose specie di rapaci. I sentieri sono percorribili anche in mountain bike e a cavallo, con diversi punti di noleggio nei paesi principali.

Quando andare

I Colli Euganei si visitano con piacere tutto l'anno, ma le stagioni ideali per il trekking e le passeggiate tra vigneti e borghi sono la primavera, quando fioriscono orchidee spontanee e ciliegi selvatici, e l'autunno, colorato dai boschi di castagno e animato dalla vendemmia e dalle sagre della giuggiola e del vino novello. L'estate è la stagione delle terme all'aperto, delle piscine panoramiche degli hotel di Abano e Montegrotto e delle sere nei borghi con eventi e mercatini; l'inverno, più tranquillo, è il momento perfetto per un soggiorno di puro relax termale, tra fanghi caldi e trattamenti benessere, o per visitare musei e abbazie senza la folla estiva. In ogni stagione, il contrasto tra il verde dei colli e la pianura circostante regala un paesaggio sempre diverso.

Esperienze da non perdere

  • Un bagno rigenerante nelle terme di Abano o Montegrotto con fanghi maturati
  • La casa e la tomba di Francesco Petrarca ad Arquà Petrarca
  • Il labirinto barocco del Giardino di Valsanzibio
  • La Situla Benvenuti al Museo Nazionale Atestino di Este
  • La Via del Santuario delle Sette Chiese a Monselice
  • Una degustazione di Fior d'Arancio in una cantina dei Colli
  • Il trekking al Monte Venda o l'arrampicata alla Rocca Pendice
  • Il chiostro e il laboratorio di restauro librario dell'Abbazia di Praglia

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