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Colline del Prosecco

Tra Conegliano e Valdobbiadene, le colline del Prosecco disegnano uno dei paesaggi agricoli più belli d'Europa: filari a spina di...

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Tra Conegliano e Valdobbiadene, le colline del Prosecco disegnano uno dei paesaggi agricoli più belli d'Europa: filari a spina di pesce arrampicati su pendii ripidissimi, borghi di pietra, campanili che spuntano tra i vigneti e un orizzonte di groppi erbosi che nel 2019 l'UNESCO ha riconosciuto Patrimonio dell'Umanità. È la terra del Prosecco Superiore DOCG, delle bollicine che dal 1966 — con la prima Strada del Vino d'Italia — raccontano un mestiere contadino fatto di fatica, pazienza e mani che ancora oggi vendemmiano a mano perché nessuna macchina può arrampicarsi su quei pendii. Ma le Colline del Prosecco non sono solo vino: sono Cima da Conegliano e il suo Castello, l'abbazia cistercense di Follina, il borgo di Cison di Valmarino con CastelBrando, il Molinetto della Croda a Refrontolo, la memoria della Grande Guerra a Vittorio Veneto. Un mosaico di quindici comuni trevigiani dove la primavera esplode di fioriture e l'autunno profuma di mosto, e dove ogni cantina, ogni osteria, ogni pieve romanica racconta la stessa storia: quella di un territorio che ha trasformato la difficoltà del suo paesaggio in bellezza.

Aggiornato il 11 luglio 2026 · Fonti: Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG (UNESCO World Heritage 2019)

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Il racconto

Colline del Prosecco, la sua storia

Un paesaggio Patrimonio dell'Umanità

Nel luglio 2019 l'UNESCO ha iscritto le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene nella Lista del Patrimonio Mondiale, riconoscendo un paesaggio culturale unico: le “rive”, terrazzamenti erbosi scoscesi disposti a spina di pesce per contrastare l'erosione, lavorati ancora oggi quasi esclusivamente a mano. Il sito protetto si estende per oltre 90 chilometri quadrati tra dorsali collinari, boschi e piccoli borghi, in un equilibrio tra intervento umano e natura costruito in secoli di viticoltura eroica. Percorrere le strade panoramiche che collegano San Pietro di Feletto, Refrontolo e Guia significa attraversare un'opera d'arte collettiva: filari verdi che si arrampicano su pendenze fino al 70%, punteggiati da casolari, capitelli votivi e ciliegi selvatici, in un paesaggio che cambia colore a ogni stagione.

Il Prosecco Superiore DOCG e il Cartizze

Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG è la denominazione di punta della zona, ottenuta dal vitigno Glera coltivato sulle colline tra le due città capofila. Al suo interno spicca il Cartizze, 107 ettari di vigneto sulla collina più pregiata di Valdobbiadene, considerato il “grand cru” della denominazione: un terroir di argille e marne che regala bollicine più ricche e strutturate, vendute a prezzi che rispecchiano la rarità della produzione. Accanto al Cartizze, le 43 Rive — i cru che prendono il nome dai singoli comuni o frazioni — permettono di scoprire le sfumature del territorio: da Rive di Ogliano a Rive di San Pietro di Feletto, ogni etichetta racconta un microclima diverso, frutto di esposizioni, altitudini e suoli differenti.

La Strada del Prosecco e Vini dei Colli

Istituita nel 1966, la Strada del Prosecco e Vini dei Colli Conegliano Valdobbiadene è stata la prima strada del vino ufficialmente riconosciuta in Italia, un itinerario di circa 90 km che collega Conegliano a Valdobbiadene attraversando i borghi collinari di San Pietro di Feletto, Refrontolo, Rolle e Guia. Cantine storiche e piccole aziende familiari si alternano lungo il percorso, spesso con degustazioni guidate e vendita diretta, mentre agriturismi e osterie di paese offrono soste tra un vigneto e l'altro. Il tratto più suggestivo è forse quello che sale verso Rolle, frazione di Cison di Valmarino eletta tra i borghi più belli d'Italia, da cui lo sguardo abbraccia un mare di filari fino alle Prealpi.

Conegliano, città del vino e dell'arte

Conegliano è la porta orientale delle colline, città natale del pittore rinascimentale Cima da Conegliano, di cui il Duomo custodisce la celebre Pala dell'Annunciazione con Santi. Il centro storico, con la lunga Contrada Granda fiancheggiata da case affrescate, sale verso il Castello medievale che domina la città dall'alto di un colle e ospita il Museo Civico. Conegliano è anche la culla della viticoltura scientifica italiana: qui nel 1876 nacque la prima Scuola di Enologia del Paese, ancora oggi punto di riferimento per la formazione di agronomi ed enologi. Un binomio tra arte e vigna che si respira passeggiando tra le sue piazze porticate.

Valdobbiadene e le colline del Cartizze

Valdobbiadene è il cuore pulsante della denominazione, capitale del Prosecco Superiore e sede della Mostra Nazionale degli Spumanti, la più antica rassegna dedicata alle bollicine italiane. Dal centro cittadino, dominato dal Duomo neoclassico e dal Teatro comunale, si dipartono le strade che salgono verso San Pietro di Barbozza e Santo Stefano, sino alla collina del Cartizze. È qui che il paesaggio terrazzato raggiunge la sua massima spettacolarità: un anfiteatro verde punteggiato da casali, dove le famiglie vitivinicole si tramandano appezzamenti da generazioni. Nei giorni tersi, dai punti panoramici della zona lo sguardo spazia dalle Dolomiti al mare, restituendo la varietà geografica del Veneto in un solo colpo d'occhio.

Borghi e abbazie: Follina e Cison di Valmarino

A pochi chilometri dai filari, la Val Mareno custodisce due tra i gioielli architettonici della zona. A Follina, l'Abbazia di Santa Maria è un complesso cistercense dell'XI-XIII secolo con un chiostro romanico-gotico tra i meglio conservati del Veneto, ancora oggi luogo di culto e meta di pellegrinaggio per la venerata statua della Madonna. Poco distante, Cison di Valmarino — tra i Borghi più belli d'Italia — conserva un centro medievale intatto dominato da CastelBrando, una fortezza millenaria trasformata in resort e location per eventi, tra le più antiche costruzioni fortificate d'Europa. Le due tappe, spesso abbinate in un'unica escursione, regalano un contrappunto di spiritualità e storia al paesaggio vitivinicolo circostante.

Refrontolo e il Molinetto della Croda

Refrontolo è celebre per il Molinetto della Croda, un antico mulino ad acqua del Seicento incastonato tra rocce e cascatelle, uno degli scorci più fotografati delle colline trevigiane, reso ancora più suggestivo dal verde della vegetazione che lo circonda. Il paese dà anche il nome al Refrontolo Passito DOCG, raro vino da uve Marzemino appassite, prodotto in quantità limitatissime e tradizionalmente abbinato ai dolci delle feste. Attorno al mulino si snodano sentieri escursionistici che attraversano boschi e vigneti, ideali per una passeggiata che unisce natura, archeologia industriale rurale e la scoperta di uno dei prodotti più identitari e meno conosciuti della denominazione.

Vittorio Veneto e la memoria della Grande Guerra

Vittorio Veneto, nata nel 1866 dall'unione di Ceneda e Serravalle, è indissolubilmente legata alla battaglia che nell'ottobre-novembre 1918 pose fine al primo conflitto mondiale sul fronte italiano. Il Museo della Battaglia, ospitato nel cinquecentesco Palazzo Troyer, ripercorre gli eventi bellici con documenti, armi e cimeli. Il borgo di Serravalle, con le sue case affrescate, i portici gotici e il Duomo di Santa Maria Nuova, è tra i centri storici meglio conservati della Marca Trevigiana, mentre Ceneda custodisce il Castello vescovile. Da qui partono anche escursioni verso le Prealpi Trevigiane, con il Cansiglio e i suoi altipiani boscosi a fare da cornice naturale alle colline del vino.

I sapori delle colline

La cucina delle Colline del Prosecco è quella robusta della tradizione contadina veneta: lo spiedo, cotto lentamente per ore con carni miste, è il piatto simbolo delle feste di paese e delle sagre autunnali. La Casatella Trevigiana DOP, formaggio fresco a pasta molle, e il radicchio — da quello tardivo di Treviso al variegato di Castelfranco — completano tavole imbandite anche con formaggi di malga e salumi locali. Non manca il dolce: dalla focaccia veneziana alle crostate con la giuggiola, frutto autunnale tipico della zona. Tutto, naturalmente, accompagnato da un calice di Prosecco Superiore, protagonista di aperitivi in cantina e cene nei ristoranti panoramici tra i filari.

Quando andare

Le Colline del Prosecco regalano spettacoli diversi a seconda della stagione. In primavera, tra aprile e maggio, i vigneti si tingono di verde brillante e i ciliegi selvatici fioriscono lungo i filari, mentre le temperature miti invitano a percorrere in bicicletta la Strada del Prosecco. L'autunno, tra fine agosto e ottobre, è il momento clou: la vendemmia anima le cantine, i borghi ospitano sagre e feste del vino, e i colori caldi del foliage avvolgono le rive terrazzate. Valdobbiadene ospita in questo periodo la Mostra degli Spumanti. L'estate è ideale per le passeggiate serali panoramiche, mentre l'inverno, più quieto, regala cantine raccolte e la possibilità di degustazioni senza folla.

Esperienze da non perdere

  • Percorrere in bici o in auto la Strada del Prosecco da Conegliano a Valdobbiadene, con sosta panoramica a Rolle
  • Degustare un Cartizze direttamente in una cantina delle colline di San Pietro di Barbozza
  • Visitare il Duomo di Conegliano e ammirare la Pala di Cima da Conegliano
  • Fotografare il Molinetto della Croda a Refrontolo
  • Passeggiare nel chiostro romanico-gotico dell'Abbazia di Santa Maria a Follina
  • Esplorare il borgo medievale di Cison di Valmarino e CastelBrando
  • Scoprire il Museo della Battaglia di Vittorio Veneto e il borgo di Serravalle
  • Assaggiare lo spiedo e la Casatella Trevigiana in un'osteria di collina

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