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Dolomiti Bellunesi

Le Dolomiti Bellunesi sono il regno delle vette che nel 2009 l'UNESCO ha proclamato Patrimonio dell'Umanità: guglie di roccia chia...

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Le Dolomiti Bellunesi sono il regno delle vette che nel 2009 l'UNESCO ha proclamato Patrimonio dell'Umanità: guglie di roccia chiara che al tramonto si accendono di rosa nel fenomeno dell'enrosadira, laghi color smeraldo e valli che custodiscono storie di alpinisti, pittori e soldati. Cortina d'Ampezzo, la "regina delle Dolomiti", ospitò le Olimpiadi invernali del 1956 e le riaccoglierà nel 2026 insieme a Milano, ma tutto il territorio bellunese - dal Cadore natale di Tiziano Vecellio al Comelico di cultura ladina, dalla Val di Zoldo patria dei gelatieri artigianali alla maestosa Marmolada - racconta un'identità autentica, fatta di rifugi, malghe, ferrate e paesi che vivono ancora al ritmo delle stagioni di montagna. Qui le Tre Cime di Lavaredo disegnano il profilo più fotografato delle Alpi, il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi protegge camosci e aquile, e le gallerie scavate durante la Grande Guerra raccontano un secolo di storia europea. Una guida per scoprire un territorio dove sport, cultura, natura e memoria si intrecciano a duemila metri di quota.

Aggiornato il 11 luglio 2026 · Fonti: Conoscenza editoriale interna (redazione Trovido) - nessuna fonte esterna consultata

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Dolomiti Bellunesi, la sua storia

Le Dolomiti Bellunesi, Patrimonio UNESCO e il fenomeno dell'enrosadira

Nel 2009 l'UNESCO ha inserito le Dolomiti nella lista del Patrimonio dell'Umanità, riconoscendole come uno dei paesaggi montani più belli e geologicamente unici al mondo. Il territorio bellunese ospita alcuni dei gruppi montuosi più iconici del sistema dolomitico: Pelmo, Civetta, Antelao, Marmolada e le Pale di San Martino. Il fenomeno più atteso da fotografi e visitatori è l'enrosadira, l'incendio di luce rosa-arancio che colora le pareti di dolomia al tramonto (e talvolta all'alba), dovuto alla particolare composizione minerale della roccia. Assistere all'enrosadira dalle Cinque Torri, dal Lagazuoi o dai passi dolomitici è un'esperienza che da sola giustifica un viaggio in queste valli, in ogni stagione dell'anno.

Cortina d'Ampezzo, la regina delle Dolomiti e le Olimpiadi

Cortina d'Ampezzo è il salotto alpino più elegante d'Italia, incorniciato dalle Tofane, dal Cristallo e dalla Croda da Lago. Ospitò le Olimpiadi invernali del 1956, che la resero celebre in tutto il mondo, e nel 2026 tornerà protagonista insieme a Milano per i nuovi Giochi olimpici e paralimpici invernali. Oltre allo sci e alle boutique del centro, Cortina è porta d'accesso a itinerari straordinari come il giro delle Cinque Torri, il lago di Sorapiss dal colore turchese e la Grande Strada delle Dolomiti che collega i passi Falzarego, Pordoi e Sella. È il punto di partenza ideale per esplorare tutto l'Ampezzano.

Le Tre Cime di Lavaredo e le vette leggendarie

Le Tre Cime di Lavaredo, nel territorio di Auronzo di Cadore, sono probabilmente il simbolo più fotografato delle Alpi: tre torri di roccia verticale che si stagliano contro il cielo, raggiungibili con un anello escursionistico di grande bellezza che tocca i rifugi Locatelli e Lavaredo. Ma le Dolomiti Bellunesi custodiscono molte altre vette leggendarie: l'Antelao, il "re delle Dolomiti" che domina Calalzo e San Vito, il Pelmo definito da Ruskin "il trono di Dio", la maestosa Civetta con la sua parete nord-ovest alta 1.200 metri, e le Tofane sopra Cortina. Un paradiso per escursionisti, alpinisti e semplici camminatori.

Il Cadore di Tiziano Vecellio

Pieve di Cadore, capoluogo storico del Cadore, diede i natali intorno al 1488 a Tiziano Vecellio, uno dei più grandi pittori del Rinascimento italiano ed europeo. La sua casa natale, oggi museo, conserva documenti e riproduzioni che raccontano la vita dell'artista e il legame profondo con la sua terra d'origine, spesso evocata nei paesaggi sullo sfondo dei suoi dipinti. Il Cadore, con i suoi borghi (Calalzo, Domegge, Lozzo, Vigo, Lorenzago), è anche terra di antiche tradizioni artigiane legate all'occhialeria e alla lavorazione del legno, oltre che porta d'accesso al lago di Centro Cadore e alle valli del Comelico.

La Marmolada, regina dei ghiacciai dolomitici

La Marmolada, che tocca i territori di Rocca Pietore e Livinallongo del Col di Lana, è la montagna più alta delle Dolomiti con i suoi 3.343 metri di Punta Penia, e ospita l'unico ghiacciaio dolomitico di rilievo, purtroppo in forte ritiro a causa dei cambiamenti climatici. La funivia che sale da Malga Ciapela a Punta Rocca regala un panorama impareggiabile su tutte le Dolomiti, fino alle Alpi Giulie e alla pianura veneta nelle giornate più limpide. La Marmolada fu anche teatro di eventi drammatici della Grande Guerra, con la celebre "Città di Ghiaccio" scavata dai soldati austro-ungarici nel cuore del ghiacciaio.

La Grande Guerra in quota: il Lagazuoi e le trincee della memoria

Tra il 1915 e il 1917 le Dolomiti bellunesi furono un fronte drammatico della Prima Guerra Mondiale, teatro della cosiddetta "guerra bianca" combattuta tra rocce e ghiaccio. Il monte Lagazuoi, sopra il passo Falzarego, conserva uno dei sistemi di gallerie più impressionanti d'Europa, oggi percorribili a piedi in un museo a cielo aperto che racconta la vita dei soldati italiani e austro-ungarici in alta quota. Anche il Col di Lana, il Sasso di Stria e la Marmolada custodiscono trincee, camminamenti e postazioni che rendono le Dolomiti Bellunesi un luogo di memoria unico, dove natura e storia si intrecciano indissolubilmente.

Cultura ladina e il Comelico

Il territorio bellunese si affaccia sull'area di cultura ladina, che comprende Livinallongo del Col di Lana e Colle Santa Lucia, dove ancora oggi si parla la lingua ladina, retaggio delle popolazioni retoromanze delle Alpi. Poco distante, il Comelico - con San Pietro, Santo Stefano, Comelico Superiore e Danta di Cadore - conserva tradizioni, dialetti e architetture rurali di grande fascino, insieme a un patrimonio di malghe, boschi e alpeggi ancora attivi. È un territorio meno affollato rispetto a Cortina, ideale per chi cerca un contatto autentico con la montagna e le sue comunità.

Val di Zoldo e la tradizione dei gelatieri

La Val di Zoldo è celebre in tutto il mondo per aver dato i natali a generazioni di maestri gelatieri, che dall'Ottocento hanno esportato l'arte del gelato artigianale italiano in tutta Europa. Ancora oggi molte famiglie zoldane gestiscono gelaterie storiche in Italia e all'estero, e la valle celebra questa tradizione con musei e iniziative dedicate. Oltre al gelato, Zoldo offre paesaggi di grande bellezza dominati dal Pelmo e dalla Civetta, sentieri per famiglie, il comprensorio sciistico di Palafavera e Pecol, e un'atmosfera autentica lontana dai grandi flussi turistici.

Sci, escursionismo e sport outdoor tra le vette

Le Dolomiti Bellunesi offrono un'infinità di possibilità per gli sport di montagna in ogni stagione: sci alpino e sci alpinismo su comprensori come Cortina, Arabba-Marmolada, Falcade-San Pellegrino e Alleghe-Civetta, molti collegati al circuito del Dolomiti Superski; escursionismo e alpinismo su ferrate storiche come quelle delle Tofane e del Sorapiss; mountain bike, arrampicata e parapendio in estate. Il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, nella zona di Agordo e Belluno, protegge camosci, aquile reali e stambecchi in un ambiente selvaggio perfetto per il trekking lontano dalla folla.

Quando andare sulle Dolomiti Bellunesi

L'estate (giugno-settembre) è la stagione ideale per escursionismo, ferrate e laghi alpini, con giornate lunghe e rifugi aperti; luglio e agosto sono i mesi più affollati, mentre giugno e settembre offrono paesaggi altrettanto belli con meno turisti. L'inverno (dicembre-marzo) è la stagione dello sci, con Cortina e i comprensori del Dolomiti Superski in piena attività, soprattutto durante le festività e in vista delle Olimpiadi 2026. La primavera e l'autunno sono periodi di transizione, più tranquilli, ideali per fotografia e passeggiate a quote più basse, con i colori del foliage autunnale che regalano scorci spettacolari nei boschi di larici.

Esperienze da non perdere

  • Ammirare l'enrosadira al tramonto dalle Cinque Torri o dal rifugio Lagazuoi
  • Percorrere l'anello escursionistico delle Tre Cime di Lavaredo
  • Visitare la casa natale di Tiziano Vecellio a Pieve di Cadore
  • Salire in funivia sulla Marmolada fino a Punta Rocca (3.265 m)
  • Esplorare le gallerie della Grande Guerra sul monte Lagazuoi
  • Assaggiare il gelato artigianale in Val di Zoldo, patria storica dei gelatieri
  • Sciare sulle piste olimpiche di Cortina d'Ampezzo
  • Fare il bagno o una passeggiata al lago di Alleghe o al lago di Misurina

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