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Provincia di Belluno

Belluno è la provincia più alta e più verde del Veneto, l'unica interamente racchiusa dalle Dolomiti, il gruppo montuoso dichiarat...

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Belluno è la provincia più alta e più verde del Veneto, l'unica interamente racchiusa dalle Dolomiti, il gruppo montuoso dichiarato Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO nel 2009. Qui il Piave nasce e scorre tra vallate strette, il capoluogo si specchia nel fiume ai piedi delle Vette Feltrine, e Feltre conserva intatto uno dei centri storici rinascimentali meglio preservati del Nord Italia. Verso nord-est il Cadore, terra natale di Tiziano Vecellio, si apre sulle guglie delle Tre Cime di Lavaredo, mentre Cortina d'Ampezzo, la "regina delle Dolomiti", si prepara a ospitare i Giochi Olimpici invernali del 2026. Ad ovest l'Agordino e la Val di Zoldo custodiscono la tradizione dei gelatieri migranti e paesaggi dominati da Civetta, Pelmo e Marmolada; a sud l'Alpago e il lago di Santa Croce regalano un paesaggio più dolce, tra boschi e sport d'acqua. Ovunque, tra rifugi, forcelle e trincee scavate nella roccia, la provincia conserva la memoria della Grande Guerra combattuta sulle sue vette. Belluno è una destinazione per chi cerca montagna autentica, arte, silenzio e avventura, in ogni stagione dell'anno.

Aggiornato il 11 luglio 2026

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La provincia delle Dolomiti

Belluno è l'unica provincia italiana quasi interamente compresa nel sistema montuoso delle Dolomiti, riconosciute Patrimonio dell'Umanità UNESCO nel 2009 per il loro valore geologico e paesaggistico unico al mondo. Nove dei ventuno sistemi dolomitici tutelati ricadono in territorio bellunese, dalle Dolomiti Bellunesi al gruppo del Sella, dalle Marmarole alle Dolomiti Friulane. Guglie verticali, torri di roccia chiara, altipiani e vallate glaciali si alternano in un paesaggio che cambia colore con la luce, fino al celebre "enrosadira", l'arrossarsi della roccia al tramonto. Il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, istituito nel 1993, protegge un'area selvaggia di boschi, camosci e aquile reali. Per chi ama la montagna, Belluno è un laboratorio a cielo aperto di geologia, escursionismo e fotografia paesaggistica.

Belluno città sul Piave

Il capoluogo sorge su uno sperone roccioso alla confluenza tra il Piave e l'Ardo, con un centro storico di impronta veneziana raccolto attorno a Piazza dei Martiri e Piazza del Duomo. Il Palazzo dei Rettori, il Duomo di San Martino con opere di scuola tizianesca e il campanile firmato da Filippo Juvarra raccontano secoli di dominazione della Serenissima. Dai giardini pubblici e dal Bastione si gode una delle viste più belle d'Italia: la città bassa, il fiume Piave che scorre stretto tra le rocce e, sullo sfondo, le pareti delle Dolomiti Bellunesi e del Monte Serva. Belluno è anche sede del Museo Civico, con collezioni archeologiche e pinacoteca, e punto di partenza ideale per esplorare l'intera provincia.

Feltre rinascimentale

Feltre è una delle città murate meglio conservate del Veneto, ricostruita nel Cinquecento dopo un incendio e organizzata secondo un disegno urbanistico rinascimentale quasi intatto. Via Mezzaterra, l'asse principale, è fiancheggiata da palazzi affrescati con motivi a grottesche, stemmi nobiliari e finte architetture, testimonianza del gusto colto della borghesia locale. Il Castello di Alboino domina la città dall'alto, mentre il Duomo di San Pietro e la Loggia custodiscono opere d'arte sacra. Poco distante, il Santuario dei Santi Vittore e Corona, capolavoro romanico-gotico, è uno dei monumenti religiosi più importanti delle Prealpi venete. Feltre è anche porta d'accesso al Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi e alle Vette Feltrine.

Il Cadore di Tiziano

Il Cadore, la vasta area che si estende lungo l'alto corso del Piave verso il confine con l'Austria, è la terra natale di Tiziano Vecellio, il più grande pittore veneziano del Cinquecento, nato a Pieve di Cadore attorno al 1488. La casa natale del maestro, oggi museo, conserva documenti e riproduzioni della sua opera. Pieve di Cadore, capoluogo storico della regione, si affaccia sul lago artificiale del Centro Cadore, mentre i borghi di Domegge, Calalzo e Auronzo di Cadore aprono la strada verso le Tre Cime di Lavaredo. Il Cadore è anche patria degli occhiali italiani, con Calalzo e la valle del Boite culla storica dell'industria dell'occhialeria, e terra di antiche tradizioni artigiane legate al legno e alla lavorazione della pietra.

Cortina e l'alta montagna

Cortina d'Ampezzo, soprannominata la "regina delle Dolomiti", è la località più celebre della provincia, già sede delle Olimpiadi invernali del 1956 e pronta a ospitare, insieme a Milano, i Giochi Olimpici invernali del 2026. Circondata da alcune delle vette più fotografate al mondo, come il Pomagagnon, le Cinque Torri, il Cristallo e la Tofana di Mezzo, Cortina unisce eleganza alpina, boutique, hotel storici e una lunga tradizione sciistica e alpinistica. Nei dintorni si trovano le Tre Cime di Lavaredo, simbolo assoluto delle Dolomiti, raggiungibili con un'escursione classica da Rifugio Auronzo, e il Lago di Misurina, uno specchio d'acqua incastonato tra le montagne.

Agordino e Val di Zoldo

L'Agordino, a ovest del capoluogo, è dominato dalle pareti della Civetta, del Pelmo e della Marmolada, la "Regina delle Dolomiti" per altitudine, con i suoi 3.343 metri e l'ultimo ghiacciaio delle Dolomiti. Agordo, il paese principale, è punto di partenza per alpinisti ed escursionisti diretti verso San Lucano, valle selvaggia dichiarata parco naturale regionale. Confinante, la Val di Zoldo è celebre in tutta Italia come la culla dei gelatieri migranti: da qui, a partire dall'Ottocento, generazioni di zoldani portarono l'arte del gelato artigianale in tutta Europa, una storia raccontata nel Museo del Gelato Artigianale di Fornesighe. Le due vallate offrono sci, arrampicata e alcuni dei sentieri più panoramici delle Dolomiti.

Alpago e il lago di Santa Croce

A sud-est di Belluno, l'Alpago è un altopiano più dolce e verde, incorniciato dalle Prealpi e affacciato sul Lago di Santa Croce, uno dei laghi più grandi del Veneto e meta di riferimento in Europa per gli sport a vela come windsurf e kitesurf grazie ai venti costanti. La zona, meno turistica rispetto alle Dolomiti più famose, conserva borghi tranquilli, malghe e una gastronomia legata ai formaggi di malga e ai piatti di selvaggina. Il Nevegal e il Col Visentin, poco sopra Belluno, offrono panorami che spaziano dalle Dolomiti alla pianura veneta fino, nelle giornate più limpide, alla laguna di Venezia.

La Grande Guerra in quota

Tra il 1915 e il 1918 le montagne bellunesi furono teatro di alcuni dei combattimenti più duri della Prima Guerra Mondiale, con il fronte che correva lungo le Dolomiti e il Massiccio del Grappa, ai margini meridionali della provincia. Trincee, gallerie scavate nella roccia, forti e cimiteri militari punteggiano ancora oggi le Tofane, il Lagazuoi, il Col di Lana e le pendici del Grappa, meta di storici sacrari e musei diffusi. Il Museo della Grande Guerra sul Lagazuoi e i percorsi delle Cinque Torri permettono di camminare tra postazioni originali, mentre a Longarone il memoriale del Vajont ricorda un'altra ferita profonda del territorio, quella della tragedia del 1963.

Outdoor e sci

Belluno è una delle capitali italiane della montagna attiva in ogni stagione. D'inverno, oltre a Cortina, comprensori come Civetta, Alleghe, Arabba-Marmolada, San Vito di Cadore e Auronzo offrono piste collegate al circuito del Dolomiti Superski, tra i più grandi al mondo. D'estate la provincia si trasforma in un paradiso per il trekking, con centinaia di chilometri di sentieri CAI, ferrate storiche come quelle delle Tofane e del Civetta, e l'Alta Via delle Dolomiti che attraversa l'intero territorio. Il Piave e i suoi affluenti offrono rafting e kayak, mentre il ciclismo su strada e la mountain bike trovano terreno ideale su passi leggendari come Falzarego, Giau e Fedaia.

Quando andare

La provincia di Belluno vive due alte stagioni nettamente distinte. L'inverno, da dicembre a marzo, è dominato dallo sci e dagli sport sulla neve, con Natale e Capodanno particolarmente affollati a Cortina. L'estate, da giugno a settembre, è ideale per trekking, arrampicata e visite culturali a Belluno e Feltre, con luglio e agosto i mesi più caldi e frequentati in quota. La primavera e l'autunno, meno battuti dal turismo di massa, regalano fioriture alpine o i colori dei boschi di larice, condizioni climatiche più fresche e prezzi più contenuti, ideali per chi cerca tranquillità, anche se alcuni rifugi e impianti restano chiusi fuori stagione.

Esperienze da non perdere

  • Ammirare le Tre Cime di Lavaredo dal Rifugio Auronzo o lungo l'anello escursionistico classico
  • Passeggiare tra i palazzi affrescati di Via Mezzaterra a Feltre
  • Visitare la casa natale di Tiziano a Pieve di Cadore
  • Percorrere in funivia il Lagazuoi e camminare tra le trincee della Grande Guerra
  • Fare windsurf o kitesurf sul Lago di Santa Croce in Alpago
  • Guidare lungo il passo Giau o il passo Fedaia tra tornanti panoramici
  • Assaggiare il gelato artigianale nella Val di Zoldo, patria storica dei gelatieri
  • Salire al Nevegal o al Col Visentin per un panorama che arriva fino alla laguna di Venezia

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