Provincia di Vicenza
Vicenza è la provincia veneta che porta il nome del suo genio più illustre, Andrea Palladio, e ne custodisce l'eredità in un centr...
Aggiornato il 11 luglio 2026
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Il racconto
Provincia di Vicenza, la sua storia
Vicenza, la città del Palladio patrimonio UNESCO
Il centro storico di Vicenza è un museo a cielo aperto dedicato ad Andrea Palladio, l'architetto rinascimentale che nel Cinquecento trasformò la città con palazzi e chiese diventati modello per l'architettura occidentale, dagli Stati Uniti alla Russia. Nel 1994 l'UNESCO ha iscritto Vicenza e le ville palladiane del Veneto nella Lista del Patrimonio Mondiale, riconoscendo un'eredità che comprende oltre venti edifici cittadini firmati dal maestro. Passeggiare per Corso Palladio, l'arteria principale fiancheggiata da palazzi nobiliari, significa attraversare secoli di storia in poche centinaia di metri, tra Palazzo Chiericati, Palazzo Barbaran da Porto e Palazzo del Comune. Vicenza è anche una città vivace e a misura d'uomo, con un centro compatto facilmente visitabile a piedi, caffè storici e un'atmosfera elegante che l'ha resa una delle mete più amate del turismo culturale in Veneto.
Il Teatro Olimpico e la Basilica Palladiana
Il Teatro Olimpico, ultima opera di Palladio completata dopo la sua morte da Vincenzo Scamozzi, è il più antico teatro coperto stabile del mondo moderno ancora esistente: la scena fissa in legno e stucco raffigura le vie di Tebe in una prospettiva scenografica di straordinaria illusione ottica, capolavoro assoluto della scenotecnica rinascimentale. In Piazza dei Signori, cuore della città, si erge invece la Basilica Palladiana, non una chiesa ma il palazzo pubblico della Vicenza cinquecentesca, avvolta dalle celebri logge a doppio ordine che Palladio progettò per rinforzare e nobilitare un edificio medievale preesistente. Accanto svetta la Torre Bissara, alta oltre ottanta metri, mentre la terrazza panoramica della Basilica, oggi accessibile, regala una vista impareggiabile sui tetti della città e sulle colline circostanti.
Le ville palladiane e La Rotonda
Disseminate nella campagna vicentina e in tutto il Veneto, le ville progettate da Palladio per la nobiltà dell'epoca rappresentano una rivoluzione nell'architettura residenziale, capace di fondere funzione agricola e ideale classico. La più celebre è Villa Almerico Capra, universalmente nota come La Rotonda, alle porte di Vicenza: una villa a pianta centrale con quattro facciate a pronao identiche, ispirata al Pantheon romano, che ha influenzato generazioni di architetti in tutto il mondo. Poco distante, Villa Valmarana ai Nani custodisce cicli di affreschi di Giambattista e Giandomenico Tiepolo tra i più importanti del Settecento veneto. Nella provincia si contano decine di altre ville palladiane visitabili, da Villa Godi a Lonedo, la prima realizzata dal maestro, a Villa Pojana, tappe ideali per un itinerario tra architettura, arte e paesaggio agrario veneto.
Bassano del Grappa, il Ponte degli Alpini e la grappa
Bassano del Grappa è una delle cittadine più amate del Veneto, adagiata sulle rive del fiume Brenta ai piedi del Monte Grappa. Il suo simbolo è il Ponte degli Alpini, ponte in legno coperto disegnato da Andrea Palladio nel 1569 e ricostruito più volte dopo alluvioni e distruzioni belliche, oggi dedicato alla memoria delle truppe alpine. Ai piedi del ponte, storiche grapperie come la Nardini, la più antica distilleria d'Italia ancora attiva, permettono di scoprire l'arte della distillazione della grappa, acquavite simbolo del territorio. Il centro storico, con Piazza Libertà e Piazza Garibaldi, ospita botteghe di ceramica bassanese decorata a motivi floreali, mercati settimanali e il Museo Civico con opere di Jacopo Bassano. Bassano è anche base ideale per esplorare il Canale di Brenta e le colline circostanti.
Marostica e la Partita a Scacchi a personaggi viventi
Marostica è la città degli scacchi: la sua piazza principale, pavimentata come un'enorme scacchiera, ospita ogni due anni, nel secondo weekend di settembre degli anni pari, la celebre Partita a Scacchi con personaggi viventi, rievocazione in costume rinascimentale di una sfida cavalleresca combattuta a colpi di mossa anziché di spada per conquistare la mano di una dama. Lo spettacolo, con centinaia di figuranti, sbandieratori, cavalli e fuochi d'artificio, richiama visitatori da tutto il mondo. La città è dominata da due castelli collegati da mura merlate che salgono sulla collina: il Castello Inferiore, sulla piazza, e il Castello Superiore, raggiungibile a piedi con una passeggiata panoramica. Marostica è famosa anche per le sue ciliegie, celebrate ogni primavera con una festa dedicata, e per i vicoli del centro storico perfettamente conservati.
L'Altopiano di Asiago e i Sette Comuni
L'Altopiano di Asiago, noto anche come Altopiano dei Sette Comuni, è un vasto tavolato a oltre mille metri di quota incorniciato da boschi di abeti, pascoli e piccoli laghi alpini, meta di villeggiatura estiva e sport invernali. Asiago, il centro principale, dà il nome all'omonimo formaggio DOP, prodotto ancora nelle malghe d'alta quota secondo tradizioni secolari, protagonista di sagre e degustazioni. L'altopiano conserva una cultura originale legata alla comunità cimbra, minoranza linguistica di origine germanica insediata qui nel Medioevo, testimoniata da toponimi e tradizioni uniche. Il territorio fu anche teatro di durissimi combattimenti durante la Prima Guerra Mondiale: cimiteri militari monumentali come il Sacrario di Asiago, forti e trincee restaurate raccontano ancora oggi quella pagina di storia, rendendo l'altopiano una meta che unisce natura, gastronomia e memoria storica.
Il Pasubio, il Monte Grappa e la Grande Guerra
Le montagne vicentine furono tra i fronti più cruenti della Prima Guerra Mondiale, e oggi custodiscono un patrimonio di memoria unico in Italia. Sul Monte Pasubio, la leggendaria Strada delle 52 Gallerie, scavata dagli Alpini nella roccia viva tra il 1917 e il 1918, si inerpica per oltre sei chilometri tra tunnel, ponti e trincee panoramiche, oggi percorribile a piedi come uno dei trekking storici più spettacolari d'Italia. Poco distante, il Monte Grappa, teatro di battaglie decisive, ospita il maestoso Sacrario Militare che raccoglie i resti di oltre ventiduemila caduti italiani e austroungarici, insieme a un museo e a una rete di trincee e gallerie visitabili. Questi luoghi, oggi immersi in una natura rigogliosa, offrono percorsi escursionistici e panorami che spaziano dalle Dolomiti alla pianura veneta, uniti a un forte valore storico e commemorativo.
Il distretto orafo vicentino
Vicenza è tra le capitali mondiali dell'oreficeria: il suo distretto orafo, concentrato soprattutto nell'area di Bassano del Grappa e nella Vallata dell'Agno-Chiampo, è uno dei principali poli produttivi ed esportatori di gioielli in oro al mondo, con una tradizione artigiana che risale al Medioevo e una filiera che copre l'intero ciclo produttivo, dalla progettazione alla lavorazione. Due volte l'anno la città ospita Vicenzaoro, fiera internazionale tra le più importanti del settore orafo-gioielliero, che richiama buyer e professionisti da tutto il mondo presso la Fiera di Vicenza. Il legame tra la città e l'oro si riflette anche nelle botteghe orafe del centro storico, dove è ancora possibile ammirare la maestria artigianale vicentina, e in un museo dedicato alla storia della gioielleria locale, testimonianza di un'identità produttiva che affianca, senza mai offuscarla, la vocazione artistica e architettonica della città.
I sapori vicentini: il baccalà e non solo
La cucina vicentina ha nel baccalà alla vicentina, a base di stoccafisso (nonostante il nome) cotto lentamente nel latte con cipolla, acciughe e formaggio, il suo piatto identitario, celebrato ogni settembre a Sandrigo dalla Confraternita del Baccalà con una festa che ne difende la ricetta tradizionale. Accanto al baccalà, la tavola vicentina propone la polenta, immancabile accompagnamento, il riso in tante varianti coltivato nelle campagne della pianura, i formaggi di malga dell'Altopiano di Asiago, i salumi come la soppressa, e naturalmente la grappa di Bassano a chiudere il pasto. Non mancano i vini dei colli vicentini e della Val Liberata, con etichette DOC che accompagnano piatti robusti e di territorio. Mercati, sagre paesane e ristoranti storici custodiscono ricette tramandate da generazioni, in una cucina di terra e di montagna lontana dai cliché del Veneto lagunare.
Quando andare
La provincia di Vicenza si visita piacevolmente tutto l'anno, ma ogni stagione regala esperienze diverse. La primavera e l'inizio dell'estate sono ideali per la città di Vicenza e le ville palladiane, con clima mite e giornate lunghe per esplorare a piedi o in bicicletta. L'estate è perfetta per l'Altopiano di Asiago, fresco rifugio dal caldo di pianura, e per le escursioni sul Pasubio e il Monte Grappa. Settembre è il mese degli eventi: la Partita a Scacchi di Marostica, negli anni pari, e la Festa del Baccalà a Sandrigo. L'autunno tinge di colori caldi i boschi dell'altopiano e delle Piccole Dolomiti, ideale per il trekking. L'inverno trasforma Asiago in una meta per sci di fondo e sport sulla neve, mentre Vicenza, Bassano e Marostica regalano mercatini natalizi e un'atmosfera raccolta lontana dalla folla estiva.
Esperienze da non perdere
- Salire sulla Basilica Palladiana e ammirare Vicenza dalla sua terrazza panoramica
- Assistere a uno spettacolo al Teatro Olimpico, il teatro coperto più antico del mondo moderno
- Visitare Villa La Rotonda e Villa Valmarana ai Nani con gli affreschi dei Tiepolo
- Attraversare il Ponte degli Alpini a Bassano del Grappa e degustare la grappa Nardini
- Percorrere a piedi la Strada delle 52 Gallerie sul Monte Pasubio
- Passeggiare tra i due castelli di Marostica, la città della scacchiera vivente
- Assaggiare il baccalà alla vicentina e il formaggio Asiago DOP in una malga d'alta quota
- Visitare il Sacrario Militare del Monte Grappa e le trincee della Grande Guerra
Da vedere
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